MAD / 03 — Portaluppi

Casa Portaluppi

Corso Magenta 14Milano · 20123

Una casa milanese colta e sorprendente, dove architettura, luce e dettagli costruiscono un'esperienza memorabile.

Casa Portaluppi — monolocale con soffitto a cassettoni, letto e cucina

01 Gallery

02 Servizi

Self check-in
Wi-Fi
Coffee corner
Pulizia
Guardaroba
Assistenza
Supporto soggiorno
Posizione centrale

Servizi principali disponibili su richiesta o da confermare.

03 Il palazzo

Nel cuore di Corso Magenta, un palazzo discreto custodisce la memoria della Milano storica. Un indirizzo centrale e silenzioso, dove la città colta si lascia scoprire nei dettagli.

La facciata di Corso Magenta 14 tra i palazzi storici
Corso Magenta 14

Documentato almeno dall’Ottocento, il palazzo conserva il carattere sobrio e riservato della residenza borghese milanese: una presenza discreta su strada, attività al piano terreno e una dimensione più raccolta e silenziosa verso il cortile interno.

Una targa nell’androne ne svela una traccia preziosa: prima dell’attuale numerazione, l’edificio corrispondeva all’antico Corso di Porta Vercellina n. 2603 (il vecchio sistema di numerazione introdotto da Maria Teresa d’Austria), entro la parrocchia di Santa Maria alla Porta. Una guida milanese del 1866 ne conferma la corrispondenza con l’attuale civico 14.

Il palazzo si inserisce, quindi, in un brano urbano di forte stratificazione, tra Santa Maria alla Porta, Palazzo Litta, San Maurizio e l’area del Castello: una Milano centrale, colta e sedimentata, dove anche un civico apparentemente ordinario conserva tracce precise della propria memoria storica.

Il cortile interno con androne voltato
Il cortile interno
La targa nell'androne: Antico sito di Corso Porta Vercellina 2603, in mappa della parrocchia di Santa Maria alla Porta
La targa nell’androne

04 L'appartamento

Prospettiva, dettaglio ed eleganza non convenzionale: lo spazio sorprende con tagli geometrici e una luce costruita.

Un piccolo rifugio elegante e silenzioso nel pieno centro di Milano, a pochi passi da alcuni gioielli artistici della città (San Maurizio al Monastero Maggiore, Palazzo Litta, il Foro Romano e il Castello Sforzesco). Affacciato su un cortile interno, il monolocale offre una dimensione riservata e tranquilla, perfetta per chi desidera vivere la città da una posizione strategica senza rinunciare alla quiete.

Gli spazi sono compatti ma studiati con cura, in un equilibrio riuscito tra funzionalità e raffinatezza. Il soffitto in legno e i dettagli in mattoni a vista raccontano la storia dell’edificio, mentre i materiali preziosi (parquet e marmo), gli arredi su misura e le linee pulite dell’angolo cottura creano un ambiente contemporaneo, essenziale e ricercato. Un monolocale raccolto, ma completo di tutto.

Scheda

  • ZonaCentro · Magenta
  • SuperficieDa confermare
  • CamereDa confermare
  • BagniDa confermare
  • PianoDa confermare

05 Le opere d’arte

  1. Mirko Pagliacci — Senza titolo, 2008 · Senza titolo, 2008

    Mirko Pagliacci

    Senza titolo, 2008 · Senza titolo, 2008

    Tecnica mista: stampa fotografica con interventi in pittura ad olio

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    Formatosi tra Roma e la Svizzera, negli anni Novanta Mirko Pagliacci (Losanna, 1959) collabora a lungo con Mario Schifano, del quale diviene assistente. Il suo linguaggio autonomo è caratterizzato dalla sovrapposizione di fotografie, interventi pittorici e velature che trasformano immagini quotidiane in frammenti di memoria sospesi tra realtà e astrazione.

    Nella prima opera, un paesaggio tropicale viene rielaborato con velature di colore che evocano le dune sabbiose: il luogo reale si trasforma in una visione sospesa tra memoria, percezione e immaginazione. Nella seconda, la riproduzione fotografica di un antico affresco romano è alterata da interventi pittorici che richiamano il fotogramma cinematografico: un cortocircuito temporale tra archeologia e arte contemporanea.

  2. Daniele Giunta — Regno Iperboreo, 2007

    Daniele Giunta

    Regno Iperboreo, 2007

    Inchiostro su seta

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    Daniele Giunta (Palermo, 1974) è un artista italiano la cui ricerca si sviluppa tra fotografia, pittura e sperimentazione sui materiali, privilegiando atmosfere sospese in cui il paesaggio diventa spazio mentale.

    Regno Iperboreo richiama il mito dell’Iperborea, la terra leggendaria ai confini del mondo conosciuto. L’inchiostro, assorbito dalla trama della seta, dissolve i contorni dell’immagine e genera un paesaggio rarefatto, nel quale alberi e vegetazione affiorano come presenze evanescenti immerse in una luce lattiginosa.

  3. LOLO — Senza titolo, 2006 · Senza titolo, 2006

    LOLO

    Senza titolo, 2006 · Senza titolo, 2006

    Disegno in china e matita su carta

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    L’artista LOLO appartiene a una generazione di autori che sviluppa una ricerca fondata sul segno e sulla costruzione di paesaggi mentali, con una grafia minuziosa ottenuta attraverso la ripetizione ossessiva del tratto.

    In queste due piccole opere il paesaggio si concentra all’interno di un cerchio, come osservato attraverso una lente o racchiuso in una memoria. Il contrasto tra la densità del tratto e l’ampia superficie bianca conferisce all’immagine un carattere contemplativo; la ridottissima scala invita a un’osservazione ravvicinata, trasformando il disegno in un piccolo universo da esplorare lentamente.

  4. Maurizio Galimberti — Senza titolo, s.d.

    Maurizio Galimberti

    Senza titolo, s.d.

    Polaroid

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    Maurizio Galimberti (Como, 1956) è uno dei più noti fotografi italiani contemporanei, celebre per l’impiego della fotografia istantanea Polaroid, trasformata da mezzo di riproduzione immediata in strumento di ricerca artistica.

    In questa istantanea le caratteristiche proprie dell’emulsione – morbidezza dell’immagine, leggera perdita di definizione, dominanti cromatiche – trasformano la fotografia in una superficie quasi pittorica. Le sovrapposizioni luminose e il lieve mosso dissolvono la precisione descrittiva a favore di una percezione più evocativa.

  5. Sandro Martini — Quantità URUTU, 1995

    Sandro Martini

    Quantità URUTU, 1995

    Tecnica mista su tela

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    Sandro Martini (Livorno, 1941 – Milano, 2022) è stato una delle figure più libere e liriche dell’astrazione italiana del secondo Novecento. Il nucleo della sua ricerca risiede nell’idea che la pittura non debba limitarsi a decorare una superficie, ma farsi spazio totale, architettura e respiro — come nelle sue celebri installazioni ambientali tra Italia e Stati Uniti.

    Quantità URUTU scardina la bidimensionalità della tela per trasformarla in uno spazio tridimensionale e vibrante. Il concetto di “Quantità” non va inteso in senso matematico, bensì come accumulazione di energia cromatica, spessore materico e memorie visive; il termine “URUTU” agisce come un magnete poetico, evocando una natura primitiva carica di tensione sotterranea.

Le opere fanno parte della collezione privata che abita l’appartamento.

06 Posizione

Corso Magenta, tra arte e storia milanese

Corso Magenta è una delle vie più eleganti del centro: a pochi passi da Santa Maria delle Grazie e il Cenacolo, dal quartiere dei musei e dalle Cinque Vie, ben collegata col resto di Milano.

Indirizzo esatto e istruzioni di accesso vengono comunicati dopo la conferma della richiesta.

Corso Magenta con la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, a pochi passi da Casa Portaluppi

07 Richiesta

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08 Altri appartamenti